• In programmazione
  • 05 Agosto 2019

    ore 21:15


Il Mercante di Venezia

da  William Shakespeare
con Mariano Rigillo, Romina Mondello, Fabio Sartor, Francesco Maccarinelli
regia Giancarlo Marinelli

É la tragicommedia di Shakespeare più nota e rappresentata che porta in scena sentimenti positivi (amore, amicizia, fedeltà) e negativi (antisemitismo, avarizia, vendetta) in un mix ancora attuale di emozioni e situazioni che travalicano i confini del tempo fino a coinvolgere lo spettatore. Questa messa in scena riprende la riduzione elaborata da Giorgio Albertazzi che affronta temi eterni e cari al Bardo. Al centro della vicenda c’è la profonda amicizia tra Antonio e Bassanio, la storia di Bassanio e Porzia, ma c’è anche la tenera passione di Graziano per Nerissa e l’amore contrastato di Jessica che fugge con Lorenzo e si converte al cristianesimo. Non da meno saranno le conseguenze dell’avidità, dell’odio e del rancore che tormentano Shylock.

A tre anni dalla sua scomparsa, la ripresa “nova” del “Mercante di Venezia” è un omaggio all’ultimo imperatore del teatro italiano: Giorgio Albertazzi.

Nella riduzione elaborata e scritta proprio da Albertazzi, (che ha riempito tutti i teatri per oltre 200 repliche in un anno solare), i temi affrontati sono quelli eternamente cari al Bardo ma anche al compianto mattatore toscano: il conflitto tra generazioni; la bellezza che muore e che si riscatta ad un tempo, (sullo sfondo una Venezia divisa tra Thomas Mann e Giorgio Baffo); la giovinezza che deve fare i conti con le trasformazioni del tempo e della società, (la crisi della potenza economica e culturale lagunare, assorbita da un carnevale metafora di una persistente primavera della vita che è “perenne amare i sensi e non pentirsi”, come direbbe Sandro Penna).

A rievocare il successo e l’interpretazione magistrale di Giorgio Albertazzi nei panni di Shylock, un cast potente e rinnovato: il grande Mariano Rigillo, Romina Mondello nella principessa “terrestre” Porzia, e Fabio Sartor che darà voce ad un Antonio che tanto somiglia a Gustav von Aschenbach. Con loro una nutrita schiera di giovani attori pieni di talento.

“Se devi riprenderlo, fai una cosa: dimenticami. Dimenticati che l’ho fatto io”, mi disse il Maestro in una delle ultime repliche.

Ma tu dicevi anche un’altra cosa, Giorgio: “Il teatro è dire la verità facendo finta; è un bugia sotto giuramento”.

Ed allora sì, te lo giuro: ti dimenticherò.

Giancarlo Marinelli