• In programmazione
  • 21 Gennaio 2020

    ore 21:00

    Teatro Francesco Cilea


Miseria e Nobiltà

in programmazione al TEATRO “FRANCESCO CILEA”

di Eduardo Scarpetta
con Lello Arena
regia Luciano Melchionna

Miseria e nobiltà è un grande specchio attraverso cui riflettersi e riflettere con humor sui problemi che affliggono la società. E’ nota la storia di Eugenio, figlio del marchese Favetti, innamorato di Gemma, figlia di un cuoco arricchito, che viene ostacolato dal proprio padre per le origini umili della ragazza. Il giovane chiede aiuto a Felice Sciosciammocca che, insieme a Pasquale ed alle rispettive famiglie, si fingeranno i parenti nobili di Eugenio agli occhi del futuro suocero. Come in ogni commedia che si rispetti, l’equivoco è sempre dietro l’angolo e dopo numerose ed esilaranti peripezie Eugenio riuscirà a convolare a nozze.

Miseria e nobiltà.
Miseria o nobiltà?
Una cosa è certa, l’una non esisterebbe senza l’altra, così come il palazzo signorile, affrescato e assolato, non starebbe in piedi senza le sue fondamenta buie, umide e scrostate. Un perfetto ecosistema: senza un solo elemento, crolla l’intera ‘architettura’. In uno scantinato/discarica, mai finito e mai decorato, dove si nascondono istinti e rifiuti, tra le ceneri della miseria proliferano e lottano per la sopravvivenza ‘ratti’ che presto, travestiti da ‘cani o gatti’, sgomiteranno per salire alla luce del sole. Sono personaggi che trascinano i propri corpi come fantasmi affamati di cibo e di vita. ‘Ombre si dice siano, queste maschere, ombre potenti’ in bilico tra la miseria del presente e la nobiltà della tradizione, intesa come monito di qualità e giusto equilibrio. In un pianeta dove i ricchi sono sempre più ricchi, grazie ai poveri che sono sempre più poveri, non ci resta che… ridere. E qui Lello Arena giunge perfetto erede di quella maschera tra le maschere che appartenne a Eduardo e ai suoi epigoni. Ancora oggi, tra commedia dell’arte e tragicomica attualità, i personaggi di Scarpetta, privi di approfondimento psicologico, vivono e scatenano il buonumore e le mille possibili riflessioni che l’affresco satirico di un’intera umanità può suggerire.
Un’opera comica, dunque, per anime compatibili con la risata, in attesa del miracolo.
‘E cos’è il teatro se non il luogo dove il miracolo può manifestarsi?’
Tutto vive di nuovo e chissà che il sogno presto diventi realtà. Intanto, signore e signori, godiamoci le gesta goffe ed esilaranti di chi inciampa tra ‘miseria e… miseria’.

Luciano Melchionna


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