Catonateatro • Teatro Reggio Calabria

In Programmazione

15 Aprile

h 21:00


Three Letters from Sarajevo


con Goran Bregovic
nel concerto Goran Bregovic sarà accompagnato da un orchestra di 18 elementi.

GORAN BREGOVIC
Chitarra, Sintetizzatore, Voce

UNA BAND GITANA DI FIATI
Muharem Redžepi – Goc (Grancassa tradizionale), Voce
Bokan Stankovic – Prima Tromba
Dragic Velickovic – Seconda Tromba
Stojan Dimov – Sax, Clarinet
Aleksandar Rajkovic – primo Trombone, Glockenspiel
Milos Mihajlovic – Secondo Trombone

VOCI BULGARE
Ludmila Radkova Trajkova – Voce
Daniela Radkova -Aleksandrova – Voce

SESTETTO DI VOCI MASCHILI
Dejan Pesic – 1st tenor
Ranko Jovic – 2nd tenor
Milan Panic – 2nd tenor
Aleksandar Novakovic – baritone
Dusan Ljubinkovic – basse
Sinisa Dutina – basse

QUARTETTO D’ARCHI
Ivana Matejic – 1st violin
Bojana Jovanovic Jotic – 2nd violin
Sasa Mirkovic – alto
Tatjana Jovanovic Mirkovic – cello

Molti musicisti sarebbero felici con solo un frammento della carriera di Goran Bregovic.
Compositore contemporaneo, musicista tradizionale o rock star, non ha dovuto scegliere – ha combinato tutto per inventare una musica che è allo stesso tempo universale e assolutamente sua.
Dopo cinque anni dal suo ultimo album, Goran Bregovic torna con una nuova produzione incentrata sul tema della diversità religiosa e della coesistenza pacifica: “Three Letters from Sarajevo”.

Bregovic porta in sé il melting pot che prova a raccontare nel nuovo album. «Io sono di Sarajevo, sono nato su una frontiera: l’unica dove si incontravano ortodossi, cattolici, ebrei e musulmani. Mio papà è cattolico, mia mamma è ortodossa, mia moglie è musulmana. E mi sento anche un po’ gitano, forse perché per mio padre, colonnello dell’esercito, era inaccettabile che facessi il musicista, un mestiere “da gitano”, come diceva lui».

E’ infatti la storia di Sarajevo con le sue tante credenze, identità, con i suoi complessi paradossi che ha ispirato il nuovo album di questo nativo di Sarajevo, Goran Bregovic.
Sarajevo è la metafora dei nostri tempi, un luogo dove un giorno si vive da buoni vicini e il giorno dopo ci si fa la guerra. Il nuovo lavoro di Goran Bregovic “Three Letters from Sarajevo” si ispira a questa metafora.

Pochi musicisti sono riusciti a sviluppare un’arte così varia, che combina insieme una così grande varietà di stili e tecniche senza perdere la propria identità. Un pezzo di Bregovic può essere riconosciuto al primissimo ascolto e sembra sempre diretto al mondo intero, senza distinzione di razza, sesso, età e religione.